sabato 3 aprile 2010

Buona e santa Pasqua

Buona e santa Pasqua apportatrice di tutte le inesprimibili ricchezze dell'amore di Dio-Trinità.
p. Lino

croce1Confessiamo perciò, fratelli, senza timore, anzi proclamiamo che Cristo fu crocifisso per noi. Diciamolo non già con timore, ma con gioia, non con rossore, ma con fierezza. L'apostolo Paolo lo comprese bene e lo fece valere come titolo di gloria. Poteva celebrare le più grandi e affascinanti imprese del Cristo. Poteva gloriarsi richiamando le eccelse prerogative del Cristo, presentandolo quale creatore del mondo in quanto Dio con il Padre, e quale padrone del mondo in quanto uomo simile a noi. Tuttavia non disse altro che questo: "Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del nostro Signore Gesù Cristo (sant'Agostino).

home_0_01_01 “Io, Cristo, ho distrutto la morte, ho vinto il nemico, ho messo sotto i piedi l’inferno, ho imbrigliato il forte e ho elevato l’uomo alle sublimità del cielo.Sono io il vostro perdono, io la Pasqua della redenzione, io l’Agnello immolato per voi, io il vostro lavacro, io la vostra vita, la vostra risurrezione, la vostra luce, la vostra salvezza, io il vostro re. Io vi porto in alto nei cieli. Io vi risusciterò e vi farò vedere il Padre che è nei cieli. Io vi innalzerò con la mia destra”. (Dall’Omelia pasquale di Melitone di Sardi)

lunedì 29 marzo 2010

6 - Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra

image La volontà del Padre nostro è “che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità” (1Tm 2,4).
Il suo comandamento, che compendia tutti gli altri e ci manifesta la sua volontà, è che ci amiamo gli uni gli altri, come egli ci ha amato. “Dio ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà... il disegno di ricapitolare in Cristo tutte le cose... In lui siamo stati fatti anche eredi, essendo stati predestinati secondo il piano di colui che tutto opera efficacemente conforme alla sua volontà” (Ef 1,9-11).
Dicendo: Padre, sia fatta la tua volontà noi chiediamo con insistenza che si realizzi pienamente questo disegno della benevolenza di Dio sulla terra, come è già realizzato in cielo.
Entrando nel mondo, Cristo dice: “Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà” (Eb 10,5-7).
E durante la sua vita terrena ci ha detto: “Io non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato (Gv 5,30); “Io faccio sempre le cose che gli sono gradite” (Gv 8,29).

martedì 23 marzo 2010

5 - Venga il tuo regno

vengailtuoregno Il regno di Dio è l’argomento essenziale della predicazione di Gesù. I Vangeli sinottici (Matteo, Marco e Luca) parlano un centinaio di volte del regno di Dio o del regno dei cieli.
Davanti a Pilato, Gesù dichiara: “Il mio regno non è di questo mondo” (Gv 18,36).
Il regno di Dio non è come i regni di questo mondo. Non è conquistato e conservato con le armi, non è il risultato di un successo politico o elettorale. Il regno di Dio è la forza dell’amore di Dio che solleva il mondo dalla perdizione alla salvezza. “Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui” (Gv 3,16-17). “Ringraziamo con gioia il Padre chi ci ha messi in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce. È lui infatti che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto, per opera del quale abbiamo la redenzione, la remissione dei peccati” (Col 1,12-13).
Il dominio regale e salvifico di Dio si realizza mediante la liberazione dal peccato, che è il rifiuto della signoria del Padre celeste. ...

Il Santo Natale - Commento di padre Fernando Armellini

Diffondi la Parola - Natale del Signore - 25 dicembre 2011

I Dehoniani

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