Concludendo, possiamo dire che non troviamo nel vangelo leggi o proibizioni scritte solamente sulle tavole di pietra o in codici, e imposte dall’esterno. Il peccato è la vioIazione libera e voluta della legge dell’amore iscritta nei cuori, infinitamente più penetrante e più esigente di tutti i codici.
Dio è nemico del peccato, ma non è nemico dei peccatori. Anzi! Gesù ci comanda di amare i nostri nemici perché l’ha fatto lui per primo. I contemporanei di Gesù aspettavano un messia vendicatore di Dio (cfr Mt 3,5-10), ma Giovanni Battista avrà la stessa amara sorpresa di Giona (Gn 4,1-11). Dopo quaranta giorni non fu distrutta Ninive ma Giona!
Gesù venne fra i peccatori, anzi come un peccatore fra gli altri (cfr Mt 3,13-17) e si fece battezzare assieme a loro. Fu questo il primo gesto pubblico del Figlio di Dio: un atteggiamento da peccatore, che lo identifica coi peccatori. Lui e i peccatori sono dalla stessa parte; è con loro, per loro, uno di loro, il primo di loro, perché si assume la responsabilità dei peccati di tutti: ne "risponderà" sulla croce. È lui l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo (cfr Gv 1,29). Non è venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori (cfr Mc 2,17). ...