martedì 9 giugno 2009

26 - Gesù vero Dio e vero uomo

627 Gesù vero Dio e vero uomo ha Dio solo per Padre. Lo Spirito Santo non è un padre supplente, ma la potenza creatrice del Padre, "la potenza dell’Altissimo" (Lc 1,55) che porta la creazione al momento massimo della perfezione: l’uomo Cristo Gesù.
Un saggio indù ha detto che l’Europa ha capito soltanto metà del messaggio di Cristo. Essa ha capito che Cristo e Dio sono un tutt’uno; deve però ancora scoprire l’altra metà, che cioè Cristo e l’uomo sono un tutt’uno, che l’uomo, ogni uomo, anche il più piccolo degli uomini è suo (di Cristo).
L’incarnazione scandalizza i giudei: essa abbassa l’Altissimo, macchia il Santo con l’impurità della nascita, del sangue, della morte.
L’incarnazione è stoltezza per i greci (pensatori e filosofi): essa pone l’Eterno nel tempo, lo spirito nella materia, l’uno nel molteplice, l’universale nel particolare. Essa è esattamente il cammino inverso dell’idealismo greco che cerca la salvezza nella disincarnazione.
Ma soprattutto l’incarnazione sconvolge e supera noi cristiani di ieri e di oggi. Tutte le grandi eresie indicano la nostra resistenza a tale vertiginoso ideale, a questo avvicinamento sconvolgente e inquietante: l’unione reale dell’uomo con Dio.
Anche oggi ci sono eresie sommerse ma pericolose come mine vaganti inesplose. Il cristiano mal istruito crede che Gesù si è manifestato in un corpo senz’anima umana e considera la parola "carne" esclusivamente in senso materiale, come la bistecca, mentre significa "uomo". "Il Verbo si è fatto carne" (Gv 1,14) significa "si è fatto uomo".
Il cristiano troppo dotto rappresenta Cristo come qualcuno che ha il ciclomotore, ma fa finta di pedalare su una comune bicicletta per incoraggiare i ciclisti (noi uomini). Finge di affaticarsi sui pedali, ogni tanto sospira per dare l’impressione che è stanco, si asciuga il sudore perché gli altri sudano. Ma con tutto ciò va sul ciclomotore. In altre parole, Cristo ha risolto i suoi problemi di uomo con il motore della sua divinità e non pigiando faticosamente sui pedali della sua umanità.
Qualcuno ci disse che Gesù non pregava per necessità, ma per darci il buon esempio. Faceva finta! Anche Bossuet ci lascia di stucco quando commenta la frase del vangelo "Gesù cresceva in sapienza, statura e grazia davanti a Dio e agli uomini" Lc 2,52). Dice: "Gesù possedeva tutta la perfezione fin dal principio, ma la lascia trasparire progressivamente per rassomigliare a un vero bambino" (Bossuet, Elévations sur les Mystères). Ha fatto finta di crescere, ha fatto finta di essere un bambino!
Qualcuno crede che Gesù è stato uomo, ma non lo è più e che in eterno è soltanto Dio.
Altri allontanano Cristo dal mondo, lo confinano in cielo, lo incensano, lo esiliano totalmente e rendono la carità fraterna, al massimo, un comando, una occasione di merito e non quale essa è: un atto di amore a Cristo che si identifica con l’uomo: "Ogni volta che avete fatto tutte queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me" (Mt 25,40).
P7257278Occorre essere Dio per riuscire ad amare gli uomini. Occorre che l’uomo sia Dio per avere un motivo sufficiente per amare l’altro, perché ci sia una ragione proporzionata ai sacrifici inauditi che un simile amore esige e alle delusioni che esso procura. L’unico mezzo per amare gli uomini è credere che Dio è uomo.

lunedì 1 giugno 2009

25 - Fu concepito di Spirito Santo nacque da Maria Vergine

Leggiamo alcuni testi della Scrittura che narrano il fatto.annunciaz01
«L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine". Allora Maria disse all’angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo". Le rispose l’angelo: "Lo Spirito santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio". Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto" e l’angelo partì da lei» (Lc 1,26-38).
«Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua Madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati". Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi» (Mt 1,18-23).
"Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio nato da donna" (Gal 4,4).
Sant’Ignazio d’Antiochia (+107) scrive: "Siate dunque sordi quando qualcuno vi faccia discorsi che non vi parlano di Gesù Cristo, disceso dalla stirpe di Davide, figlio di Maria, che realmente nacque, mangiò e bevve, fu realmente perseguitato sotto Ponzio Pilato, eccehomo (2) fu realmente crocifisso e morì... che realmente risuscitò dai morti; e lo risuscitò il Padre suo, che risusciterà similmente anche noi che crediamo in lui, per virtù di Gesù Cristo, senza il quale noi non possediamo la vera vita" (Lettera ai Tralliani).
“La vera fede è credere e proclamare che nostro Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio è Dio e uomo. È Dio, eternamente generato dalla sostanza del Padre; è uomo, nato nel tempo dalla sostanza di sua madre. Perfettamente Dio; perfettamente uomo; composto da un’anima razionale e da un corpo umano. Uguale al Padre secondo la divinità; meno grande del Padre secondo l’umanità. Anche se è Dio e uomo non ci sono tuttavia due Cristo ma uno solo. Uno solo non perché la divinità sia stata trasformata in carne, ma perché l’umanità è stata presa da Dio. Uno solo assolutamente, non per confusione dell’umano e del divino, ma per l’unità della persona. Infatti, come l’anima razionale e il corpo sono un solo uomo, così Dio e l’uomo sono un solo Cristo" (Dal Simbolo detto "di sant’Atanasio" +373).

lunedì 25 maggio 2009

24 - Nostro Signore

ottavaLa signoria è un titolo d’onore, d’autorità, di potere. Il Signore con la maiuscola è Jahvè, è Dio in quanto sovrano di tutta la creazione.
Oggi si usa il titolo di "signore" per il primo venuto. Anche nel vangelo alcuni che si avvicinavano a Cristo lo chiamavano "signore" in questo senso generico: la samaritana al pozzo (Gv 4, 11.15), il paralitico di Betsaida (Gv 5,7), Maria Maddalena fuori dal sepolcro vuoto (Gv 20,15). Ma per i discepoli di Gesù, questo titolo dato al loro maestro esprime molto più della comune buona creanza. Gesù è "il Signore", a un titolo assolutamente unico.
Dopo la risurrezione, sul mare di Tiberiade, i discepoli rientrano dalla pesca a mani vuote. Dalla riva uno sconosciuto chiede loro: "Figlioli non avete nulla da mangiare?" Gli risposero: "No". Allora disse loro: "Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete". La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: "È il Signore!"... E nessuno dei discepoli osava domandargli: "Chi sei?", poiché sapevano bene che era il Signore" (Gv 21,5-12).
Dopo la Pentecoste lo Spirito santo proietta una piena luce sugli avvenimenti pasquali. Il primo discorso di Pietro alla folla il giorno di Pentecoste, conclude così: "Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso!" (At 2,36). Paolo scrive: "Per questo infatti Cristo è morto e ritornato in vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi" (Rm 14,9). Questo titolo esprime il culmine del mistero di Gesù Cristo Figlio di Dio.
Due o tre secoli prima di Cristo fu tradotta in greco la bibbia ebraica. Il nome di Dio, Jahvè, fu tradotto con il termine Kyrios, Signore. Da quell’epoca conseguentemente nella Bibbia Kyrios significa Jahvè, il nome di Dio. "Gesù è il Signore" significa dunque "Gesù è Jahvè", né più né meno: Jahvè come il Padre.
Gesù di Nazaret, figlio di Maria, falegname di professione, è Jahvè Signore-Dio. Siamo qui nel cuore del mistero di Gesù Cristo, al centro della fede cristiana essenziale. "Se confesserai con la bocca che Gesù è il Signore, e crederai con il tuo cuore che Dio l’ha risuscitato dai morti, sarai salvo" (Rm 10,9).
Gesù Cristo "è il Signore di tutti" (At 10,36). "Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore" (Fil 2,10-11).
La fede viene professata più nella vita quotidiana che con la recita domenicale del Credo. Potrebbe accadere, senza saperlo, che Gesù Cristo sia "nostro Signore" in mezzo a tanti altri signori.
Gesù non può essere uno dei nostri signori e nemmeno il primo fra gli altri: è il solo Signore. Il Credo di Nicea proclama: "Credo in un solo Signore Gesù Cristo".
Nei primi secoli della Chiesa, l’imperatore rivendicava per sé il titolo di dio. Accanto a lui brulicava una fauna di signori piccoli e grandi, buoni e cattivi. Tutto questo è cambiato solo in superficie. Abbiamo i divi dello stadio e dello spettacolo, i tiranni della burocrazia e della moda, i magnati della politica e della stampa, ecc.
Ci dedichiamo all’adorazione del denaro e di chi ne possiede, del potere e di coloro che lo detengono, del prestigio, della bellezza, ecc.
Il cristiano può verificare l’autenticità della sua fede in Gesù Cristo come unico assoluto, misurando l’allergia che sente verso ogni tipo di piccoli assoluti che pullulano nella società umana. Il cristiano rende volentieri a Cesare quello che è di Cesare (cfr. Mt 22,21) e a ciascuno l’onore che merita, ma è sovranamente libero, ascolta e segue solo Cristo (cfr. Gv 10,3-4).
La Chiesa non deve rendere culto agli dei di questo mondo né esigere essa stessa un simile riconoscimento. Il suo Signore ha rifiutato di essere re (Gv 6,15), ha condannato lo spirito di dominio che tentava di attecchire fra i suoi (cfr. Lc 22, 24-27).
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Dà loro un potere, quello di servire; una divisa per il comando e per la liturgia: il grembiule (Gv 13,4).
Da quel momento, al seguito di Cristo, ci sono solo fratelli e sorelle in servizio reciproco. Solo Gesù è Signore. Per il cristiano non esiste altra signoria che quella di Gesù. Egli è "il solo Signore". È il solo Signore della creazione (per mezzo di Lui tutte le cose sono state create) e della storia degli uomini, l’inizio e la fine (Ap 22,13), il primo e l’ultimo (Ap 1,17), l’alfa e l’omega (Ap 1,8), ossia il tutto.

Il Santo Natale - Commento di padre Fernando Armellini

Diffondi la Parola - Natale del Signore - 25 dicembre 2011

I Dehoniani

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