S. Paolo ha scritto a tutti i battezzati e dunque anche a noi: Con lui siete stati sepolti insieme nel battesimo, in lui anche siete stati insieme risuscitati per la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti (Col 2,12; cfr. Ef 2,4-6).
Notiamo! La parola di Dio, lo Spirito Santo in persona ci dice: Con Cristo siete stati insieme risuscitati per la potenza di Dio. È un discorso serio, è una verità di fede, è una realtà: la nostra morte è dietro di noi, non davanti. Ce la siamo lasciata alle spalle il giorno del nostro battesimo. Il primo giorno della nostra vita cristiana abbiamo attraversato il guado della morte, realmente! ...
venerdì 12 agosto 2011
venerdì 22 luglio 2011
2. Chi non vive per dare, per amare, sciupa la sua esistenza.
Chi non vive per dare, per amare, sciupa la sua esistenza.
Ascoltiamo il poeta Tagore:
Perché la lampada si spense?
La ricoprii col mantello
per ripararla dal vento,
ecco perché la lampada si spense.
Perché il fiore appassì?
Con ansioso amore
me lo strinsi al petto,
ecco perché appassì.
Perché il ruscello inaridì?
Lo sbarrai con una diga
per averlo solo per me,
ecco perché il ruscello inaridì.
Perché la corda dell’arpa si spezzò?
Tentai di trarne una nota
al di là delle sue possibilità,
ecco perché la corda si spezzò.
Diamo un’occhiata alla nostra vita e al senso che deve avere, per non trovarci sul viale del tramonto impreparati e a mani vuote. ...
lunedì 11 luglio 2011
1. Gli ultimi sacramenti
Un tempo, il morente non doveva essere privato della sua morte. Doveva essere lui a presiederla. Come si nasceva in pubblico, si moriva in pubblico. Quante incisioni e quanti quadri del passato ci riproducono tale scena. Dal momento in cui uno giaceva a letto, malato, la stanza si riempiva di gente, parenti, amici, vicini, appartenenti a confraternite e anche gli stessi nemici e coloro che avevano qualcosa da perdonare o da farsi perdonare venivano a regolarizzare le situazioni perché lui morisse in pace e loro potessero continuare a vivere nella pace. Quando per la strada i passanti incontravano il prete che portava il viatico, la buona gente lo seguiva fino alla camera del morente, anche se costui era uno sconosciuto. L’avvicinarsi della morte trasformava la camera del moribondo in una sorta di luogo pubblico. Al centro, presiedeva l’avvenimento lui stesso, il morente. …
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Diffondi la Parola - Natale del Signore - 25 dicembre 2011
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